Magnini – Palzer e De Silvestro – Gachet Mollaret trionfano nel Millet Tour du Rutor Extreme

Gara grandi firme oggi in Valgrisenche (Valle d’Aosta) con il Millet Tour du Rutor Extreme. I grandi dello scialpinismo italiano e mondiale erano quasi tutti sulle montagne innevate di questa valle gioiello della Valle d’Aosta, e in tanti, 280 squadre senior e un centinaio di ragazzi delle categorie under, hanno risposto al richiamo da Marco Camandona, anima e cuore di questa gara (oltre ad essere Guida Alpina e alpinista che ha scalato tutti i 14 ottomila), insieme a sua moglie Barbara, a Roger Bovard e a tutto il comitato organizzatore, che coinvolge tutta la comunità dalla Valgrisenche e Arvier. Se continuiamo a chiamare questo “vero scialpinismo”, se paragonato a quanto visto alle Olimpiadi, è perché qui c’è l’essenza di questo sport: montagne che superano i 3000 metri, salita con decine di inversioni, ripidi canali e creste affilate da percorrere a piedi con i ramponi, discese vertiginose, come se fosse una gara di freeride, ma da affrontare dopo 2400 metri di dislivello in salita come nella tappa odierna, da Planaval (quota 1554 metri) a Chateau Blanc (quota 3422 metri). E come se ciò non bastasse, vera battaglia sportiva, 3 squadre in un minuto, tra i francesi Campioni (Bon Mardion – Gachet) e vice Campioni del Mondo (Equy – Damevin) di scialpinismo lunghe distanze e il migliore scialpinista italiano di questa stagione e non solo, Davide Magnini, in un’inedita coppia con chi ha frequentato per 3 anni il grande ciclismo con la Bora Hansgroe, il tedesco Anton Palzer, da quest’anno ritornato alla sua prima passione con sci e pelli. Ma la soddisfazione si leggeva negli sguardi di tutti gli arrivati a Planaval, seconda tappa dopo quella del sabato con la traversata da La Thuile a Valgrisenche, sulle orme del primo Tour du Rutor del 1933.
Passando alla cronaca sportiva, fin da subito sì è capito che la classifica generale non era per nulla scontata e non voleva essere una replica della recente Pierra Menta. Davide Magnini e Anton Palzer sono andati subito all’attacco, tallonati da William Boffelli con i francesi che perdevano qualche metro al passaggio dei primi 1000 metri di dislivello. Come se non bastasse l’attacco di Magnini – Palzer, i leader di classifica William Bon Mardion – Xavier Gachet sono stati condizionati dalla rottura di uno sci. Discesa da brividi e così Magnini – Palzer sono riusci a vincere tappa e Tour du Rutor, con il tempo totale di 5h17’24”, seguito sul podio da William Bon Mardion – Xavier Gachet secondi in 5h18’18” e gli altri transalpini Samuel Equy – Anselme Damevin terzi in 5h18’23’’. Quarti William Boffelli – Alex Oberbacher, che con questo risultato vincono il circuito Grande Course, diventato annuale, quinti i formidabili gemelli Didier e Jacques Chanoine, sesti Federico Nicolini – Nadir Maguet.
Nella gara femminile, dopo la vittoria nella prima tappa, trionfo di Axelle Mollaret-Gachet e Alba De Silvestro, con il crono finale di 6h2’50”, seconde la padrona di casa Noemi Junod con Giulia Compagnoni in 6h43’10” e terze Ilaria Veronese – Corinna Ghirardi in 7h13’34”, quarte per Sonia Brussoz – Marcela Vasinova, che vincono la Grane Course e quinte Séverine Girard – Emilie Farquet.
In contemporanea con la gara senior si è svolta anche la prova giovani con tracciati dedicati e dislivelli più contenuti, con la partecipazione di un centinaio di giovani scialpinisti. Tra gli under 20 successo del local Davide Gadin su Federico Pacchiarini e Nicola Rossi. Al femminile primo posto confermato per Martina Scola su Gaia Calcini e Heidi Venturini. In gara under 18 si è imposto Tommaso Gabrielli su Alex Vavassori e Niccolò Santoni. Tra le pari categorie podio confermato per Marlies Sartori ha messo in fila Charline Cartier – Moulin e Veronica Bandiera. Tra gli under 16 maschili si è imposto Marco Previsdomini su Cyril Fonteyraud Ponteyraud e Damiano Migliorati. Al femminile Sofia Cloe Vesco ha confermato il suo primato su Giulia Tomasoni e Elisa Framarin. Sul percorso under 14 confermato i podi con Riccardo Lanfranchi, Giovanni Marti e Edoardo Pellizzari al maschile; e Cecilia Zhara Buda vittoriosa su Marina Campana e Giulia Tiraboschi al femminile. Tra i più piccoli, gli under 12, Ettore Capitani ha battuto Matteo Pelegrini e Thomas Bombardieri. Al femminile da segnalare il successo di Emma Lanfranchi su Ginevra Rossi.
Marco Camandona, responsabile comitato organizzatore, ha dichiarato: «E’ stata un’edizione stellare. Non solo per i numeri che hanno eguagliato quelli record del 2018, ma anche per le performance cronometriche. Dopo due giorni di tecnicissime gare in ambiente, con oltre 5000m di dislivello positivo, le prime coppie hanno chiuso con gap risicatissimi. Ciò la dice lunga sul livello atletico di questi campioni. Dietro le quinte tutto è andato per il meglio. Il meteo ci ha permesso di effettuare la traversata dell’edizione storica del 1933 e quella classica di Planaval, ma avevamo pronti piani B e C in caso di maltempo. Non potevamo chiedere di meglio, 278 squadre al via, tanti giovani e anche l’evento collaterale “Team 85” che sta cominciando a fare registrare numeri importanti. Ora godiamoci questo successo, da domani si comincerà a pensare alla 23ª edizione. L’appuntamento è per l’ultimo week end di marzo del 2028».



















